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Oggi non mi fregate, sono stanco vivo!

Oggi non mi fregate, sono stanco vivo!

Un’intervista doppia a Alessandro Bergonzoni e Vito Mancuso

La piazza era gremita e la gente confusa, sul luogo dell’incontro (spostato per motivi di pioggia imminente da piazzetta Carignano fin dentro il teatro) e sulla possibilità di entrare. A mezzora dall’inizio la lunga fila veniva avvertita che si era già fatto il “tutto esaurito”, non restava che aspettare e vedere se i prenotati sarebbero rimasti a casa. 

Così si chiacchierava sull’eventualità di un gelato in una serata di caldo autunno, certi che l’incontro sarebbe stato altrettanto spirituale. Del resto uscire con i propri amici per raccontarsi pensieri e sentimenti è un atto di amore. L’organizzazione, nel mentre, preparava le casse audio fuori dal teatro per permettere anche a chi era rimasto fuori di sentire quel che si diceva dentro. *Genesi*… così tutto ebbe inizio. La prima diatriba tra Giacomo e Paolo, apostoli, su cosa si intendesse dire con “fratello” di Jeshua, fratello di carne, forse cugino, o di spirito? Questo il primo impeto di libertà sancito nel Nuovo Testamento. Così esordisce Vito #Mancuso, la fede cristiana non è un unicum, da intendersi come parola data. Già allora, Giacomo si prende la libertà di insultare Paolo, chiamandolo “insensato”, “testa vuota”, esplicitando così il suo diritto a non essere d’accordo. Il suo pensiero libero, il suo vivere la fede come spirito di ricerca. Poiché tutti, cristiani, musulmani, ebrei, atei e agnostici… se pur con punti di vista, parole e sfumature diverse, infine cerchiamo di comprendere tutti la stessa cosa, il mistero dell’uomo e il suo stare nel mondo in relazione con l’altro.

L’uomo dotato di capacità critica e di distacco dal pensiero imminente è quello che sa sorridere anche in mezzo al dolore, e trovare così la #spiritualità e la felicità nella vita, nel suo complesso. Basta col dire sono stanco morto, come dice Alessandro #Bergonzoni “oggi non mi fregate, io sono stanco vivo!” Perché la fede, la spiritualità sono le opere, è operare in mezzo al mondo, tra le sue incertezze. 

Basta con l’andare a letto tranquilli, dopo aver guardato la tv. Bisogna essere interconnessi e non collegati ad internet. Perché è nella relazione con gli altri e con la natura che si trova la spiritualità della vita. Per pregare non è necessario tenere le mani giunte, “la spiritualità io la trovo anche in una passeggiata in bicicletta!” dice Bergonzoni. E così la pioggia è cominciata a cadere, gli amici sono andati di corsa a prendere il bus e la spiritualità più spiritosa l’hanno trovata proprio lì: Miro, un #coniglietto tutto bianco, con due occhioni azzurri contornati di nero.

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