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Vado a vivere nei boschi

Vado a vivere nei boschi

"Ciò che i vecchi vi dicono che voi non potete fare, fatelo: così scoprirete che invece ne siete capaci. Azioni vecchie per i vecchi e azioni nuove per gente nuova" - Thoreau (Walden, or Life in the Woods) Foto di andrusdevelopment www.flickr.com/photos/wandrus/561917352

Qualcuno lo ha considerato un flop, almeno all’epoca in cui fu pubblicato, intorno alla metà dell’Ottocento. Più tardi l’autore e i suoi scritti sono stati rivalutati. Vedendo l’andamento che la vita nei paesi considerabili “ricchi” ha preso negli ultimi secoli, forse, i detrattori di Henry David Thoreau non avevano tutti i torti a screditarlo: nel senso che il modello che emerge dalla descrizione del suo libro sulla vita nei boschi non è stato esattamente quello “vincente”.

La nazione stessa, con tutti i suoi cosiddetti progressi interni, che sono poi tutti esterni e superficiali, è appunto una simile istituzione cresciuta troppo e difficile a dirigersi, impacciata dalla mobilia e impigliata nelle sue stesse trappole, rovinata dal lusso e da spese sconsiderate, da mancanza di calcolo e di una nobile meta, come i milioni di famiglie che la abitano: l’unica cura, per essa e per la sua famiglia, è una rigida economia, una dura e più che spartana semplicità di vita, e uno scopo elevato. Essa vive troppo in fretta

La lettura “Walden, or Life in the Woods” (in italiano: “Walden, ovvero la vita nei boschi”) oggi, può risultare quanto mai attuale. La storia di un uomo che sceglie di ritirarsi ad una vita a contatto con la natura. Pagine ricche di descrizioni e di metafore che suonerebbero molto bene anche scritte oggi. E c’è anche chi ne ha fatto una ragione di vita, come Pecoranera – chissà se anche lui ha letto il libro dell’autore americano?

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