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Giulietta: "Romeo, Romeo, perché sei tu, Romeo?" Foto di aldoaldoz www.flickr.com/photos/aldoaldoz/1523154794

Una cosa è innegabile: i messaggi di testo (sms) prima e, più recentemente, i post (tweet ecc.) sui social network hanno rivoluzionato la comunicazione. Prima di tutto hanno agito nei rapporti interpersonali. Informazioni più o meno importanti, digitate sulla tastiera del cellulare in 160 caratteri, raggiungono in pochi secondi il nostro interlocutore dall’altra parte della “cornetta”. Il limite di lunghezza dei testi sui dispositivi mobili viene rispettato – tranne in caso di promozioni – grazie al costo dell’sms: non inferiore a 10 centesimi di euro in Italia ogni 160 caratteri. 

Nei tweet del noto social network Twitter il limite è imposto dal sistema (140 caratteri), altri come Facebook non mettono freno alla lunghezza dei testi e tutti forniscono molte possibilità di condivisione di altri contenuti. Ma in tutti i casi regnano brevità e, purtroppo, abbreviazioni, soprattutto negli sms. Dai classici “tvb” con il loro immancabile rafforzativo “tvtrb” fino al “K t 6 messo in testa?” che riduce la congiunzione “che” ad una sola lettera, omette la “i” e sfrutta i due caratteri in meno del numero in cifra. Insomma, un nuovo codice che nasconde però il pericolo di varcare il confine dell’uso specifico sul dispositivo mobile o sulla piattaforma “in rete” e approdare sui banchi di scuola.

Come fare per evitare la deriva linguistica? Semplice, per prima cosa usare Internet consapevolmente. La libertà di esprimersi non significa segnalare ogni proprio spostamento e sbandierare l’ultima fotografia insignificante che nella moltitudine di immagini altrui può sembrarci addirittura artistica. Non significa “spammare” la propria finestra sul “mondo” virtuale di parole per dire a tutti che esistiamo. I social network e la rete sono prima di tutto dei #social media. Sono stumenti imponenti e importanti che si stanno definendo in questo tempo e che possono aiutare tutti ad essere più informati o, almeno, a stimolare gli utenti ad informarsi di più.

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